Un anno fa ero Mamma da appena due mesi. Ora sono mamma da quattordici, e sono cresciuta, eccome. E a differenza di un anno fa, che erano "solo" pianti, strilli, gorgheggi, e sorrisini, adesso, beh...sono ancora pianti e strilli, ma tanti - ma davvero tanti - grandi e semidentati sorrisi. Di quelli che ti fanno capire come mai (anche se lo strozzeresti due per tre) ciascun genitore arrivi ad innamorarsi letteralmente del proprio figlio. Un anno fa non lo capivo ancora e sinceramente guardavo, con la testa piegata su di un lato come fa il mio cane, quelle mamme che - a me pareva - si squagliavano per un "nonnulla" e (secondo me) la davano vinta troppo facilmente ai pargoli. Invece succede proprio così, che ad appena un anno di distanza da quel parto così complesso che all'epoca mi faceva venire voglia di rispedirlo indietro da dove era venuto, e nonostante siano praticamente quasi due anni ormai (perchè avevo iniziato ancora in gravidanza e pareva già un segno) che non dormo, beh, pure io mi sono addolcita, intenerita, (rincog...ita).
Sì, donne, succede proprio così. L'amore per i figli cresce, non nasce insieme a loro. Almeno per me è stato così. Però succede anche che cresca in modo gigantesco, e non interrompa mai questo suo processo di crescita.
Per questa Festa della Mamma mi sono regalata una ghirlanda, una affettiva però, dove la base in vimini è quanto rimane della creazione appesa al nostro cancelletto per la nascita di Emanuele e gentilmente scuoiata dal nostro cane in preda ad una crisi d'ansia d'abbandono. E c'è un ricordo del
mio matrimonio su questa ghirlanda, e sta nel nastrino bianco recuperato da una composizione fiorita di quel giorno.
Perchè il mio amore è grande, non solo per mio figlio, ma anche per
la persona grazie alla quale è stato possibile dargli Vita. La carta con cui sono create le rose è della comunissima, scontatissima, cestinatissima, carta da imballaggio. Avete presente quelle "palle" di carta schiacciata e stropicciata che si trovano ad esempio all'interno di una borsa appena acquistata, oppure - più composta e stirata - dentro alle scatole da scarpe? E in moltissimi altri posti. Una carta poco preziosa (ma è solo un'apparenza), spesso di un colore bianco-grigino. Proprio quella. E guardate che rose ;-)). Mai dare per scontato. Nè la carta, nè il ruolo genitoriale, tantomeno la vita di coppia. Vorrei tanto fare del Ringraziare, per tutto ciò che è presente nella mia vita, la mia preghiera quotidiana. Vorrei imparare una volta per tutte a Ringraziare, non a ritenere che ciò che ho mi sia dovuto, oppure addirittura dimenticarmi di averlo.
E per la Festa della Mamma ringrazio per poter ascoltare, anche cento volte al giorno, quella vocina che con il dito puntato dice: "M-o-m-m-m-m-m-a", indicando a volte un gioco, altre la mosca che passa, il cane, le foglie che si muovono, l'acqua, tutto ciò che io non noterei mai se non fosse lui a farmelo fare. O, emozionante, quando "M-o-m-m-m-m-m-a" si accompagna all'immagine di un nano più alto della media per la sua età che - piccolo indice fermo in direzione della mia figura - mi raggiunge con fierezza e portamento leggermente barcollante a gambe aperte degno dell'Incredibile Hulk.
Quanto è prezioso quel "M-o-m-m-m-m-m-a". Contiene tutta la Vita.
Ringrazio Voi che sempre leggete e passate di qua, per i commenti, e per pazientare verso una "blogger scoordinata" che a volte risponde, il più delle volte no, a volte crea, altre volte scompare.
Grazie
Cristina