venerdì 26 febbraio 2010

ECO-FASHION: LA SCIARPA / Eco-fashion: the scarf



Eccoci con l'ultimo (sempre per il momento, sia mai qualcosa di definitivo da queste parti ;-) appuntamento tessil-tubettiano.
Sciarpa circense? Teatrale? Avreste il coraggio di indossarla? Io non so, ma mi sono divertita un sacco a crearla :-)))))))))))) Nel quotidiano in realtà sono abbastanza sobria e comoda nel vestire (a parte qualche attacco tipo femmina-col-tacco-alto-e-gonna-con-spacco-nonchè biancheria-da-urlo che mi piglia di tanto in tanto, ma queste sono questioni private ;-).







Il tutorial per i tubetti è sempre lo stesso. E il materiale utilizzato pure, ovvero abiti e biancheria dismessi.
Vi indico tuttavia un paio di accortezze se desiderate cimentarVi con questa sciarpa:

1) Qui CONSIGLIO ciò che sconsigliavo per l'arazzo: adesso, per la sciarpa, otterrete un risultato più gestibile legando tra loro i tubetti con dei fili di lana - anzichè con un filo poco elastico. Lasciando appeso il lavoro finito per qualche giorno, a causa del peso la lana si allungherà lasciando degli spazi aperti che Vi permetteranno di indossare con più comodità "l'oggetto". (Nelle foto notate cosa intendo in particolare nel dettaglio del collo).

2) Siate accorte nello scalare la lunghezza dei tubetti al centro della sciarpa, dove cioè questa poggerà o si avvolgerà attorno al collo. Così evitiamo inutili soffocamenti.

3) Se volete qualcosa di meno "scenico" e più "indossabile": scegliete tessuti morbidi (t-shirt, lane leggere...) che abbiano un effetto malleabile addosso, e misurate l'altezza dei tubetti a seconda del collo che indosserà la sciarpa: ovviamente, più bassi sono = più comodo è il tutto.

Mi pare tutto, contattatemi senza problemi se desiderate ulteriori delucidazioni strada facendo.

OK, QUI URGE AGGIORNAMENTO:
il soggetto femminile che indossa la sciarpa NON SONO IO, magariiii... io sono la fotografa della situazione, ed ho una rotondità più o meno di nove mesi tutt'attorno al punto vita che mi farebbe rimbalzare i rotolini tessili a destra e a manca sui fianchi. Invece questa splendida creatura, perchè tale lo è in realtà, mi abita accanto e si è gentilmente prestata allo scopo.

Buon weekend!




mercoledì 24 febbraio 2010

LA BORSA DEI TESORI NATURALI / The natural treasures' bag






Ehhh, io ve l'avevo detto. Esattamente qui. Che quando vado in giro, passeggiata o viaggio, si accende in me il fuoco della "raccoglitrice". Tutte le forme che attraverso gli occhi mi scuotono il cuore finiscono nelle mie borsine del raccolto - ovvio, che sia un raccolto lecito nel rispetto di Madre Natura. E poi a casa, il divertimento di svuotarle queste borsine, e di catalogare visivamente, giocare ad osservare ed annusare, ramoscelli, pietre, foglie...
Gli elementi naturali sono, accanto al recupero dei materiali di scarto, le mie materie prime di creazione manuale.
Quindi... quando Vannalisa di Méli-Mélo ha chiesto di mostrarle i nostri cestini di lavoro... mumble, mumble, ... ecco, io un cestino non ce l'ho. Ho una borsa. Di raccolta. Una borsa che può portare a casa ogni volta dei tesori diversi raccolti in giro per il mondo, vicino o lontano.






Dentro è semplicemente una sacca vuota - o meglio, una sacca da riempire senza taschini o scomparti vari - in quanto la suddivisione della caccia avverrà in un secondo tempo.
Il tutto parte da una mia interpretazione del quadrato, che è la forma geometrica che amo di più insieme al cerchio, e che è in grado di darmi equilibrio a guardarla.
In fondo al post trovate una "specie" di modello - chiedo venia - è pietoso... se siete dotate di spirito d'avventura potete ritagliare la foto e portarlo alla dimensione che desiderate.
Una volta cucita la forma-base, ho creato un arazzo con i soliti tessuti dismessi. Il tutorial per l'arazzo è qui. Sì, stavolta - al contrario di quanto accade la maggior parte delle volte, in cui agisco ad istinto - ho prestato attenzione a creare un arazzo che ci stesse a misura sul pattern cucito, pertanto ritagliando i pezzi di tessuto dei "tubetti" più o meno della stessa lunghezza.
E poi... armata di sana pazienza, un pochino alla volta, ho cucito l'arazzo a mano sulla borsa.
Per i manici mi sono sbizzarrita, cuori e intrecci.
E due rami, naturali così come li ho trovati.
E qualche rondella, come sonaglino, ad avvisare i folletti della Natura di nascondere ciò che non desiderano venga raccolto ;-)












venerdì 19 febbraio 2010

MEMORIE DI VIAGGIO+RITAGLI DI TESSUTO PER I QUADRI 3D / Souvenirs + fabrics = 3D paintings






E dopo l'arazzo dei ricordi di viaggio arrivano i quadri.
Questi fotografati narrano un pezzetto speciale della mia vita, poichè la raccolta di Tesori naturali che Vi potete osservare è avvenuta durante il nostro viaggio di nozze in tenda & auto nella Natura del nordovest degli Stati Uniti, partendo dai boschi dello Stato di Washington, con una capatina veloce in Canada, per poi rientrare negli Usa attraversando un bel pò di Stati, fino a ritrovarci sulle spiagge dell'oceano in California. Perciò... ghiande, muschi, cortecce e rami sbiancati dall'acqua del mare, tutti insieme per raccontare alla nostra casa e ai nostri figli (per il momento - come ormaaaaaaaaiiiii sapete - solo uno in arrivo) di quante notti insonni per il mal di schiena causa nostra inesperienza come boyscouts mancati, di quanti chilometri percorsi in auto per ore ed ore nel nulla assoluto, e di quanti sorrisi regalatoci da incontri umani.
Però non è tutto, qui ci sono altri dettagli per me intimamente importanti... ci sono le piumine colorate del nostro pappagallo Raimondo, e c'è un fiocco dorato qui sopra che è ciò che resta dell'addobbo della chiesa per il matrimonio di una mia cara amica. Come regalo di nozze mi chiese di provvedere al decoro della cerimonia. Lo feci addobbando l'altare con cestoni di frutta fresca, e i banchi con piccoli cestini di melagrani. Nastri e tessuti dorati, in spirito rinascimentale e per senso di abbondanza. Ma questo è un'altra storia, un altro post...

I "tubetti" in tessuto dell'arazzo - e prima ancora dei cuori - si uniscono adesso alle altre forme e agli altri colori e diventano per me un linguaggio grafico. Un mio modo di lasciare parlare i sensi e le sensazioni, mettendo da parte le parole.
Gli stessi "tubetti" di tessuto a volte si trasformano di nuovo e diventano delle chiocciole azzurre come nelle ultime immagini qui sotto... elemento di un quadro o poggia-candela? ;-))

Mi rendo conto che i bei tessuti ricamati e i pizzi che ho utilizzato non sono reperibili quotidianamente, la mia fortuna è che spesso le persone mi regalano dei materiali, tra cui pezzetti preziosi di stoffe - per me veri gioielli per gli occhi.
Per la base dei quadri tuttavia ho utilizzato dei pannelli in polistirolo recuperati da degli imballaggi (di elettrodomestici se non ricordo male...), mentre i fondi colorati che stanno sotto i pizzi sono ottenuti utilizzando carte veline e carta da pacchetto regalo.

Un gustoso, caloroso, prezioso weekend a Tutte Voi :-))






giovedì 18 febbraio 2010

ARAZZO DEI RICORDI DI VIAGGIO / Souvenirs' hanging-tapestry





(Ok, ok, Vi siete accorte che sto battendo un pò la fiacca ormai: aggiorno meno il blog e lascio scarse tracce nei Vostri - anche se passo, eccome se passo, e vedo tutto ;-))-. Eh che volete fà... la panza pesa, il countdown è iniziato, Pupetto Bello scalcia e preme per uscire... e le energie di Mamma Cristina sono scarsine. Però oggi mi faccio perdonare con un super-tutorial, il cui tema si svilupperà in ben 4 puntate di posts... proseguite con la lettura e buona giornata a Tutte!)

Nel profondo mi sento una "raccoglitrice", di quelle che esistevano in alcune antiche culture. Sì perchè, ovunque io vada - a piedi s'intende - è più il tempo che passo a naso in giù ad osservare ciò che c'è accanto ai miei piedi che quello che trascorro a guardare avanti. Almeno così evito di inciampare - ma non di andare a sbattere contro i lampioni. La cosa apparentemente più scontata, che sia un pezzetto di radice, un sassolino, un ramoscello, acquista ai miei occhi una magia tutta speciale... le forme, sono le loro forme che mi incantano, i contorni, le sensazioni che mi trasmettono. In base a queste sensazioni avviene la mia raccolta. Mai pertanto accada che io esca di casa senza una borsina in cui deporre i miei Tesori di caccia - perchè tali sono per me. Poi a casa me li spulcio per benino, me li pulisco, li dispongo secondo un'ordine per me armonico uno accanto all'altro, infine li ripongo con cura in qualche sacchettino in attesa dell'Ispirazione Creativa che ne determinerà il loro ri-utilizzo. Tutto questo processo avviene per me con grande stupore infantile. (Mi piacerebbe ricordarmi e sentire più spesso che la gioia si trova anche nelle piccole cose - frase scontata, ma vera).

Così avviene da sempre quando mi si presenta l'occasione di un viaggio. E 2 volte su 3 mi trovo a pagare la tassa per sovrappeso valigia all'aeroporto causa raccolte di vario genere. Eppure... sarò anormale per questo, preferisco pagare che lasciare là delle forme che passo dopo passo mi hanno rapito il cuore. Forse questo è senso di possesso, sì, forse è il "mio" senso di possesso. Delle "cose" non mi interessa, sono capace di lasciare andare donandolo a qualcun altro un mio oggetto di "valore", perchè nonostante il suo costo non mi dà vibrazioni, ma giù le mani dai miei sassolini.
Lo so, qui si potrebbe aprire una disquisizione sul fatto di "lasciare alla Natura ciò che le appartiene". Lo so. Ma non ce la faccio. Non resisto. Così le mie raccolte avvengono nel più profondo rispetto di cosa sia lecito o meno tirar sù da terra, e soprattutto ringraziando profondamente la Terra per i doni che mi sta facendo, promettendole di riutilizzarli al meglio. E ricordandomi che è molto spesso grazie a Lei che la mia espressione creativa può avere atto.

Quindi, tornando al post di oggi. L'arazzo che Vi presento è stata un'urgenza creativa, di esporre, di tirare fuori dai sacchettini alcuni frutti di raccolta. Forse per ricordarmi "di esserci stata", proprio là, di avere fatto quella passeggiata vicino casa o preso quel volo verso lontani orizzonti. Ero pur sempre io, che grazie al mio corpo fisico posso spostare anche la mia mente e tutto il resto.
Così, unendo piccole conchiglie a sassetti ad artigianato locali (eh, sì, quest'ultimo è un altro serio motivo di raccolta e sovrappeso bagagli), ecco cosa ne è uscito.










Il tutorial Vi spiega come creare l'arazzo di tessuto riciclato, il resto lo dovete cacciare ed appendere voi.
Premetto che mi è stato un pò complesso fotografare con chiarezza i diversi passi per l'intreccio, perciò chiedete pure approfondimenti se il percorso non fosse esplicato a sufficienza attraverso le immagini.


TUTORIAL FOTOGRAFICO

(Cliccate sulle immagini per ingrandire)



Prima di tutto prepariamo un pò di materiale.
I "tubi" in tessuto sono ottenuti da abiti e biancheria dismessi, e le istruzioni le ritrovate nel tutorial per fare i cuori in tessuto, solo che Vi dovete fermare allo STEP 2 del citato post.
Non fissateVi sulle lunghezze dei tubi, io sono per la serie "quel che viene, viene, a seconda del materiale che ho a disposizione", non sto mai a farmi grossi calcoli o previsioni sul risultato finale perchè verrebbero ampiamente smentiti. Diciamo che in questo modo so già che ogni espressione sarà Unica ;-) . Comunque, è solo un modo di lavorare il mio, Voi trovate quello che Vi è più consono.




Preparato un pò di materiale, disponete i "tubi" in tessuto in verticale sul tavolo davanti a Voi, trovando un Vostro ordine, ovvero una disposizione che Vi dia armonia guardandola.




Bene, adesso considerate che i "tubi" vanno legati tra loro su entrambi i lati verticali, a destra e a sinistra del blocco (guardando l'ultima foto - Risultato finale - capirete cosa intendo).
Per intrecciare scegliete dei nastri (corda, rafia, o altro per legare. Sconsiglio per oggi di scegliere materiali elastici come la lana, perchè in questo caso l'intreccio, una volta appeso alla parete, si allungherà di molto a causa del peso - ne vedremo un esempio i prossimi giorni).
Calcolate per ciascuno dei due nastri almeno 5 volte la lunghezza dell'arazzo disposto sul tavolo. Meglio essere abbondanti dall'inizio, altrimenti Vi troverete intreccio-facendo a dover fare delle aggiunte.
Potete anche scegliere di usare dei nastri doppiati (nel mio esempio qui sotto, a dx ho usato una rafia marrone, a sx ho utilizzato un nastro arancione con anima in fil di ferro + un cordino bianco insieme).
Tagliati i nastri, piegateli a metà.
Da adesso seguite il tutorial con i vari passaggi per l'intreccio.




























Consiglio: dopo aver intrecciato un pezzo di arazzo da un lato, intrecciate anche l'altro lato e poi proseguite più o meno a pari passi, altrimenti avrete difficoltà a governare il lavoro.




Quando arrivate in fondo all'intreccio, chiudete semplicemente annodando i nastri.




Utilizzate un ramo o un palo da tenda o altro per appendere il Vostro arazzo.
Et voilà!

Buonissima giornata a Tutte!

giovedì 11 febbraio 2010

AL MIO AMORE PICCOLO / To my little Love




WORK IN PROGRESS

La tua Mamma e il tuo Papà ti aspettano
e sono pronti a tenerti al caldo sempre.
Di abbracci, di coccole, di parole, di cibo,
di suoni, di colori, di gioco.
Di Amore.
Di Ascolto di Te.
Che i tuoi Angeli ci risveglino quando ciò non dovesse avvenire.
Vieni con fiducia nella Vita. Ed insegnacela.





Per la sagoma del cuore, andate qui :-)





martedì 9 febbraio 2010

AL MIO AMORE GRANDE / To my big Love



RESPIRO D'AMORE

Inspiro; espiro.
Inspiro; espiro.
Io & Te.
Lasciamo che siano i nostri cuori a parlarsi
E le nostre anime con naturalezza ad ossigenarsi.
Siamo il Dono,
Uno dell'altra.









Qui di seguito la sagoma da ritagliare per fare i cuori...
Quelli trasparenti sono ottenuti riutilizzando i sacchetti in plastica per frutta/verdura del supermercato, quelli in carta sono fatti con quotidiani vecchi.
Entrambi i modelli sono riempiti con rimasugli di carta vari.

Buon lavoro :-))

P.S.: Non ho la più pallida idea di che cosa significhi la scritta in lingua orientale impressa sul coperchio in legno che ho usato per fare questo quadro (apparteneva ad una scatola di chissà che lontana provenienza)... spero tanto di non offendere nessuno!!! ;-)))


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